Una semplice riflessione

•Ottobre 13, 2008 • 3 Commenti

So che molti di voi non capiranno il senso di questa mia riflessione, e posso capirlo benissimo. Mentre altri forse la condivideranno, e altri no.
Se non avete voglia di leggere, non vi consiglio nemmeno di cominciare.

Qualche settimana fa stavo riflettendo su come di solito agisco… E stavo pensando proprio a come mi comporto quando incontro le persone… Riflettevo sul fatto che io, per qualche ostruso motivo(che in realtà conosco, ma sarebbe troppo lungo da scrivere) capisco e inquadro le persone nel giro di pochissimo tempo, e riesco a prevedere le cose che faranno, ovviamente non le parole che diranno, ma ciò a cui vorranno arrivare di li a breve, e io quindi mi comporto di conseguenza, adattandomi a ciò che penso che faranno.
E stavo proprio pensando se questo modo di pensare e di agire è giusto. Dunque, è giusto credere:”Ha! So già quello che stai per dirmi, o che comunque farai, sei scontato, e io sono superiore”(E’ da specificare, che ho esaltato il concetto) O è sbagliato?
Da parecchio tempo, sono abituato a ragionare molto sulle cose, tanto da arrivare a capire ogni sfaccettatura delle varie situazioni in cui mi sono trovato, e sono arrivato a dare una spiegazione ad ognuna di esse.
Oggi mi è sorto un dubbio. Stavo facendo bene? Stavo agendo nella maniera giusta?
Ho raggiunto gli obbiettivi che mi ero prefissato?
Bene, oggi ho capito, che molti degli obbiettivi prefissati, non li avevo raggiunti, e ho cercato di dare una spiegazione anche a questo. La verità è che io stavo sbagliando ad agire in quella maniera, pensando di essere superiore, e le cose sono peggiorate a causa del mio stupidissimo egoismo. Mi viene ormai troppo spesso da pensare a quanto stolto fosse il mio ragionamento.
Il mio ragionamento mancava di qualcosa, il mio modo di agire non aveva una base.
Non mi ero posto il problema di arrivare un giorno e dire:”Cosa sono riuscito a combinare fin’ora?”
Ebbene, sono riuscito a fare tanto, ma non abbastanza, non quello che ora, col senno di poi, so che avrei potuto tranquillamente fare. E’ proprio questo che io ho sottovalutato per tutti questi anni. L’importanza degli obbiettivi. Senza obbiettivi, la nostra vita non ha senso, siamo semplici vegetali, con quell’istinto di sopravvivenza che ci fa continuare a vivere.
Dunque, perché, vi chiederete, sono arrivato a capirlo solo ora, dopo anni ed anni? L’ho capito solo ora, perché solo ora ho analizzato ciò che avevo fatto, solo ora ho avuto il tempo e la voglia di farlo.
In questi anni, ho vissuto senza obbiettivi, e soprattutto, ho vissuto con cognizioni errate.
Da qualche mese, ho cambiato il mio modo di vivere, il mio modo di interpretare gli altri. Anzi, diciamo che lo ho reso utile, e non più fine a se stesso. Ho avuto grandi soddisfazioni negli ultimi tempi… Allora funziona!
E come? Beh, questo è un altro discorso, molto più lungo e molto più complesso, e soprattutto, non va spiegato su un blog

Nella vita quotidiana, ho conosciuto persone molto simili a me, chi più grande, chi più giovane, ognuno con i propri difetti, e con i proprio pregi. Mi hanno dato tanto in questo periodo, e gliene sono grato.

Alla prossima!

ColdPlay – Fix You

•Febbraio 8, 2009 • Lascia un Commento

Voglio dedicare questo intervento a questa canzone in particolare, perché ultimamente la ascolto spesso, e ascoltandone le parole la ho trovata stupenda. Mi ha fatto riflettere molto su tante cose, spero che sia lo stesso non solo per me. Volevo condividere con voi queste mie emozioni, riportandovene il testo in inglese, da me tratto, quindi se ci sono errori prego di segnalarmeli :)

ColdPlay – Fix You

“When you try your best but you don’t succeed

When you get what you want but not what you need

When you feel so tired but you can’t sleep

Stuck in reverse…


And the tears come streaming down your your face

When you love something you can’t replace

When you love someone but it goes to waste

Could it be worst?


Lights will guide you home

And ignite your bones

And I will try to fix you…


And high up above or down below

When you’re too in love to let it go

But if never try you’ll never know

Just what you’re worth…


Lights will guide you home

And ignite your bones

And I will try to fix you…


Tears stream down your face

When you lose something you can’t replace

Tears stream down your face

And I…


Tears stream down your face

I promise you I will learn from my mistakes

Tears stream down your face

And I…


Lights will guide you home

And ignite your bones

And I will try to fix you…”



Ti ho trovata?

•Gennaio 7, 2009 • Lascia un Commento

Ti ho trovata?

Sei tu?

Lo spero veramente tanto. Mi sta dando veramente molto in questi ultimi tempi, ma sono veramente contento, non ero così felice da parecchio… Ti voglio bene, forse di più.

E’ gratificante…

•Gennaio 4, 2009 • 3 Commenti

E’ gratificante, sapere di fare del bene.

E’ ancor più gratificante però far tornare il sorriso ad una amica, sapere che è tornata felice dopo un momento di profonda crisi.

A sentire alcuni miei amici, sono una persona generosa, che se può aiuta sempre gli altri, come questa sera, ho avuto il piacere di sentire ridere di nuovo una amica, invece che piangere. Ancora lo ricordo il momento in cui la chiamai… La sua voce che tremava, e lei che provava comunque a rispondere che non la disturbavo in quel momento… Non sapevo cosa dire, non avevo parole per consolarla, mi sentivo male anche io per lei, pur non sapendo il motivo(in realtà ne avevo una vaga idea, anche se solo nel mio inconscio).

Poi ho capito, ho capito per cosa soffriva, e non riuscivo a farmi passare quell’immagine dalla testa, non riuscivo a scordarmela. Probabilmente le voglio troppo bene, ma questo credo sia solo un bene, o sbaglio? Da quella sera, sono passati parecchi giorni, tra cui anche capodanno(colgo l’occasione per augurarvi un buon anno nuovo, anche se un po’ in ritardo).

Soffriva perché era confusa, soffriva per amore. E qui credo non ci sia bisogno di soffermarsi per dare ulteriori delucidazioni, perché credo che ognuno di noi sappia che se si ama, si agisce in maniera sbagliata, talvolta. E non si fanno sempre le scelte più giuste, ma forse si fanno le scelte che vengono dal cuore. Senza farvela troppo lunga, io penso che alcune scelte fatte col cuore siano stupide, se fatte senza usare la testa. E proprio legandomi a questo discorso, posso dire che gli amici servono proprio ad aiutare in questi momenti così bui.

E ora sono contento, perché sono riuscito a fare felice una amica, che conosco da pochi mesi, ma è risultata una persona fantastica, una persona che è capace di ascoltare, che è capace di ragionare(quando vuole). Una persona amabile, generosa, che pur avendo tanti problemi, che le lasciano la testa nel disordine più totale, è sempre pronta ad aiutarti. Una persona veramente splendida.

E ora credo, pur conoscendola da non troppo, che sia una grande amica. La persona che ognuno spera di avere al proprio fianco quando più si ha bisogno di conforto, la persona che, pur avendo i suoi difetti, è in grado di strapparti un sorriso e di metterti di buon umore anche solo con un suo sorriso, o una sua risata. Perché sai che quella risata è vera.

Un’altra cosa c’è da dire, un consiglio per te, sì, per te mary:

Non devi cercare di cambiare il tuo modo di essere, perché vuoi piacere agli altri. Tu piaci agli altri per come sei, e per il modo in cui ti comporti, non devi cambiare te stessa, o il tuo aspetto, perché agli altri occhi di chi ti vuole bene non cambierai, sapranno sempre chi sei, in realtà. Chi ti vuole veramente bene saprà sempre a chi rivolgersi se avrà bisogno di un consiglio, e soprattutto, tu saprai a chi rivolgerti se ne avrai bisogno a tua volta.

Io ti voglio bene, e lo sai bene anche tu, ti stimo moltissimo, e hai la mia più completa fiducia: io ci sarò quando ci sarà da scherzare e da divertirsi e ci sarò quando non starai bene e necessiterai di una spalla su cui appoggiarti. E questo te lo prometto dal mio cuore.

Ti voglio bene.

Tutto questo è gratificante.

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Ps: hai visto l’autobus giallo?

eh??

PRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!  (questo era da Tito)

Installare Windows XP senza cd

•Novembre 5, 2008 • Lascia un Commento

Volete installare Windows Xp senza il lettore CDROM ?Siete in possesso di un portatile senza lettore CD e non sapete come fare per installare Windows ?

Volete installare Windows ma non volete spendere soldi per acquistare un lettore CD esterno USB ?

Eccovi la soluzione: Installare Windows XP da una pen drive.

pendrivexp Installare Windows XP senza cd

Installare il sistema operativo da una pen drive è possibile. L’unica richiesta è che la vostra scheda madre deve avere la possibilità di effettuare il boot da una periferica USB. Solitamente bisogna attivare nel BIOS la voce USB LEGACY SUPPORT. Una volta accertata questa caratteristica possiamo proseguire con questa guida per punti:

1 – Entrate in possesso di un altro PC dove scaricate il file TecnoPEN2.ZIP che trovate in fondo alla pagina e lo decomprimete in una cartella. All’interno di questo file ci sono tutti i programmi che occorrono a questa procedura.

2- All’interno della cartella creata ne trovate un’altra dal nome USB_prep8 vi ci portate dentro e cliccate due volte sul file usb_prep8.cmd e premete un tasto per continuare.

3 – Cliccate start per partire con la formattazione. Quando questa è stata completata aprite una shell di comando con start -> esegui -> cmd senza chiudere le altre finestre.

4 – Nella shell CMD andate nella directory dove si trova il comando bootsect.exe, per esempio se l’avete estratto su c digitando: cd c:\Pre-packed\bootsect\, e digitate il seguente comando: bootsect.exe /nt52 G: (”G” è la lettera con cui windows riconosce la pen drive)

Questo passo è per copiare il processo di boot di windows xp nella pennetta in modo da fargli sembrare al PC che si tratti di un CD di installazione vero e proprio. Ricordate che vi avevo detto di non chiudere le altre finestre? Bene recativi nella finestra del punto 2 e digitate questi comandi in sequenza:

- Premere 1 ed indicare dove è il nostro CD di Windows XP

- Premere 2 ed indicare una lettera per un drive virtuale che al momento non è in uso nel vostro PC (ad es. Z”)

- Premere 3 ed indicargli la lettera della nostra penna

- Premere 4 per partire col processo

Rispondete premendo la “Y” di yes ad ogni domanda che vi pone il programma ed attendete fiduciosi. Al termine di tutto otterrete una pen drive che inserita in un PC che può partire dall’USB vi eseguirà l’installazione di XP come se aveste un CD.

http://www.tecnonews.org/free%20download/TecnoPen2.zip

Gmail anche su MSN

•Novembre 2, 2008 • Lascia un Commento

Dunque: io non ho mai usato msn o live messenger, il programma non mi piace: preferisco GoogleTalk ma visto che la maggioranza dei miei amici usa msn per chattare mi sono rassegnato ad installarlo: non avevo però nessuna voglia di farmi un account di hotmail (che chiede un sacco di dati) quindi dico: perchè non provo a mettere il mio id Microsoft? Ed ecco che ha funzionato. Quindi ora vi spiego come fare: andate a questa pagina, selezionate “, desidero utilizzare il mio indirizzo di posta elettronica” e completate la registrazione. Ora scaricate la versione più recente di Windows Live Messenger da qui.

http://www.seroundtable.com/archives/gmail-cartoon.jpg

Bene, dopo averlo installato inserite la vostra e-mail e la password appena scelta e comunicate l’indirizzo agli amici!PS Naturalmente potete usare la vostra e-mail, non necessariamente GMail.

Ciao ciao!

La vendetta si consuma con il porno

•Ottobre 21, 2008 • Lascia un Commento

Cresce il numero di fidanzati respinti o delusi che danno vita al “revenge porn”. E manca un reato che lo punisca

Immagini spinte su uno schermo gigante durante una partita di baseball (Details)

A dettare il trend, come spesso accade, sono state le star. A partire da Pamela Anderson, il cui video bollente delle prime notti di nozze con Tommy Lee finì sul web dieci anni fa, passando per Paris Hilton (almeno due i casi, il più “antico” e famoso dei quali fu un video hard girato con l’ex fidanzato Rick Salomon che nel 2004, col titolo “One night in Paris”, mandò in tilt la rete), Cameron Diaz e Britney Spears. Ma ora l’idea di mettere su internet foto o video a luci rosse del proprio ex – il cosiddetto “revenge porn”, o “vendetta porno” – sta assumendo dimensioni preoccupanti. Tanto che negli Stati Uniti si inizia a pensare di istituire un reato ad hoc.

GLI ULTIMI CASI – Uno dei casi più recenti è quello di Jared Wolny, 24 anni, e Tessa Komer, 21, due ragazzi dell’Università della Georgia. Dopo una storia lampo, iniziata su internet e culminata in un anello di fidanzamento, la rottura ha spinto Jared a infilarsi nella pagina di Facebook dell’ex ragazza. Per metterci delle foto (della ex), ovviamente senza veli. Jared è stato arrestato a maggio, rilasciato su cauzione, e ora aspetta il processo. Meglio è andata a David Feltmeyer, 34enne di Chesterfield, Virginia: indagato per aver masterizzato su dvd un video a luci rosse della sua ex, e averne distribuite delle copie gratuite con tanto di nome, indirizzo e numero di telefono (sempre dell’ex), se l’è cavata con 90 giorni (sospesi dalla condizionale), grazie a una difesa che spiegava che “questo non è un reato, è solo uno scherzo”.

IL BUSINESS – Chi non scherza, invece, è la fiorente industria del porno su internet. Che ha immediatamente fiutato le potenzialità del nuovo “genere”, creando siti ad hoc (come revengeporn.net, o alcune sezioni su Shoosh Time). «Ma quelli sono video girati da professionisti, che fingono di volersi “vendicare” di qualche ex», spiega Kurtis Potec, 25 anni, direttore di Xtube, una delle moltissime versioni “hard” di YouTube, sulle quali chiunque può mettere il proprio video porno amatoriale. “Il problema, almeno per noi, è che ci arrivano moltissimi video con nome, indirizzo e numero di telefono della ragazza nel filmato. E sono spesso tra i più cliccati”. Solo lo scorso anno Potec ha ricevuto oltre mille richieste da parte di uomini (pochi) e donne (la stragrande maggioranza) per togliere un filmato di “vendetta porno”. “E il trend è in continua crescita, soprattutto tra gli uomini gay”.
E mentre aumenta il numero di casi, cala l’età media degli esposti alla “gogna informatica”. Alex Phillips, 17enne di La Crosse, Wisconsin, non s’è fatto scrupoli a mettere sul suo profilo MySpace le foto nude della sua ex, appena 16enne.


LA LEGGE – «Queste azioni vengono condannate come tentativi di ricatto, o diffamazione», spiega Michael Fertik, 30enne direttore di ReputationDefender, studio legale specializzato nella difesa della privacy. «Ma finché non ci sarà un reato apposito, il rischio è alto». Come difendersi? «La prima cosa da fare è, ovviamente, evitare di girare video o farsi scattare foto porno. Il revenge porn è come una malattia sessualmente trasmissibile: succede solo quando si mescolano sesso e irresponsabilità».

Dedicato ad una persona speciale.

•Ottobre 21, 2008 • Lascia un Commento

Lionel Richie – Three times a lady

Thanks for the times that

you’ve given me,

The memories are all in my mind.

And now that we’ve come

To the end of our rainbow

There’s something I must say

out loud.

You’re once, twice

Three times a lady

And I love you.

Yes, you’re once, twice

Three times a lady

And I love you.

I love you.

When we are together

The moments I cherish

With every beat of my heart.

To touch you, to hold you

To feel you, to need you.

There’s nothing to keep us

apart.

You’re once, twice

Three times a lady

And I love you.

I love you.

http://www.youtube.com/watch?v=fjfq0Fr85Yg

Gli SMS

•Ottobre 11, 2008 • Lascia un Commento

Credo che ben pochi vocaboli possano vantare un’ascesa trionfale nel vocabolario della lingua italiana quanto il sostantivo messaggio. Parliamoci chiaro: fino agli anni Sessanta, era esclusivo appannaggio del servizio postale nazionale, e si chiamava preferibilmente “lettera”, o al massimo “biglietto”. Bisognava innanzitutto scriverlo, utilizzando antichi oggetti quali la carta(che ci crediate o meno, ne esisteva una variante dedicata esclusivamente a questo utilizzo, che si chiamava appunto “carta da lettere”), la penna(meglio stilografica, ma anche a sfera, volgarmente detta biro), la busta(su cui si vergava l’indirizzo postale, solo in seguito modernizzato da codici misteriosi quali il cap) e il francobollo(suggestiva emissione dei Monopoli di Stato, tanto pittoresca da diventare spesso oggetto di collezione). I messaggi privati andavano scritti rigorosamente a mano; quelli da lavoro(all’epoca si chiamavano “commerciali”) preferibilmente con la macchina da(la dizione corretta sarebbe “per”) scrivere.

Esisteva, soprattutto tra i giovani, la variante del “bigliettino” – conciso messaggio scarabocchiato per lo più in fretta e consegnato al destinatario attraverso una rete clandestina che doveva eludere genitori impiccioni, insegnanti inflessibili e rivali potenziali – perché il bigliettino era per lo più d’amore e conteneva dichiarazioni, pudiche affettuosità, richieste di appuntamenti, brevi componimenti poetici e, talvolta, scuse o recriminazioni.

Mai addii: allora ci si lasciava rigorosamente di persona. Altri tempi. Nel decennio successivo la parola “messaggio” assunse una valenza per così dire metaforica: stava per “significato”, o “contenuto”, o addirittura “ideale”, e veniva continuamente ricercato dovunque – nei film, negli spettacoli teatrali, soprattutto nelle canzoni. Quelle che non contenevano messaggi di sorta venivano assai dileggiate, ma in genere vendevano anche un sacco di dischi(oggetti desueti, realizzati in vinile, della cui esistenza oggi si tende a dubitare, come peraltro dei loro omonimi volanti). Ma è negli anni Ottanta, con l’avvento delle segreterie telefoniche, che il vocabolo conquista improvvisamente uno status imprevisto: sia pure esclusivamente nella versione orale, comincia ad essere lasciato, sollecitato, ripetuto, riascoltato, agognato. E’ l’inizio di una rivoluzione che culminerà nel decennio successivo, con il diffondersi della telefonia cellulare – anche se non dobbiamo dimenticare che fino alla seconda metà degli anni Novanta gli sms(acronimo di short message service) erano praticamente sconosciuti.
Oggi fatichiamo a capacitarci che solo fino a dieci anni fa la nostra vita potesse svolgersi senza l’immediatezza, l’economicità, la radiosa capacità di sintesi di cui ormai non potremmo più fare a meno. E poco importa se sempre più spesso i testi che ci inviamo contengono meno lettere di quelle che servirebbero a scrivere per intero un antico indirizzo postale: come dichiarò a suo tempo un ponderoso scrittore del secolo scorso, il mezzo è il messaggio. Come abbia fatto ad accorgersene con tanto anticipo, è un bel mistero.