So che molti di voi non capiranno il senso di questa mia riflessione, e posso capirlo benissimo. Mentre altri forse la condivideranno, e altri no.
Se non avete voglia di leggere, non vi consiglio nemmeno di cominciare.
Qualche settimana fa stavo riflettendo su come di solito agisco… E stavo pensando proprio a come mi comporto quando incontro le persone… Riflettevo sul fatto che io, per qualche ostruso motivo(che in realtà conosco, ma sarebbe troppo lungo da scrivere) capisco e inquadro le persone nel giro di pochissimo tempo, e riesco a prevedere le cose che faranno, ovviamente non le parole che diranno, ma ciò a cui vorranno arrivare di li a breve, e io quindi mi comporto di conseguenza, adattandomi a ciò che penso che faranno.
E stavo proprio pensando se questo modo di pensare e di agire è giusto. Dunque, è giusto credere:”Ha! So già quello che stai per dirmi, o che comunque farai, sei scontato, e io sono superiore”(E’ da specificare, che ho esaltato il concetto) O è sbagliato?
Da parecchio tempo, sono abituato a ragionare molto sulle cose, tanto da arrivare a capire ogni sfaccettatura delle varie situazioni in cui mi sono trovato, e sono arrivato a dare una spiegazione ad ognuna di esse.
Oggi mi è sorto un dubbio. Stavo facendo bene? Stavo agendo nella maniera giusta?
Ho raggiunto gli obbiettivi che mi ero prefissato?
Bene, oggi ho capito, che molti degli obbiettivi prefissati, non li avevo raggiunti, e ho cercato di dare una spiegazione anche a questo. La verità è che io stavo sbagliando ad agire in quella maniera, pensando di essere superiore, e le cose sono peggiorate a causa del mio stupidissimo egoismo. Mi viene ormai troppo spesso da pensare a quanto stolto fosse il mio ragionamento.
Il mio ragionamento mancava di qualcosa, il mio modo di agire non aveva una base.
Non mi ero posto il problema di arrivare un giorno e dire:”Cosa sono riuscito a combinare fin’ora?”
Ebbene, sono riuscito a fare tanto, ma non abbastanza, non quello che ora, col senno di poi, so che avrei potuto tranquillamente fare. E’ proprio questo che io ho sottovalutato per tutti questi anni. L’importanza degli obbiettivi. Senza obbiettivi, la nostra vita non ha senso, siamo semplici vegetali, con quell’istinto di sopravvivenza che ci fa continuare a vivere.
Dunque, perché, vi chiederete, sono arrivato a capirlo solo ora, dopo anni ed anni? L’ho capito solo ora, perché solo ora ho analizzato ciò che avevo fatto, solo ora ho avuto il tempo e la voglia di farlo.
In questi anni, ho vissuto senza obbiettivi, e soprattutto, ho vissuto con cognizioni errate.
Da qualche mese, ho cambiato il mio modo di vivere, il mio modo di interpretare gli altri. Anzi, diciamo che lo ho reso utile, e non più fine a se stesso. Ho avuto grandi soddisfazioni negli ultimi tempi… Allora funziona! ![]()
E come? Beh, questo è un altro discorso, molto più lungo e molto più complesso, e soprattutto, non va spiegato su un blog ![]()
Nella vita quotidiana, ho conosciuto persone molto simili a me, chi più grande, chi più giovane, ognuno con i propri difetti, e con i proprio pregi. Mi hanno dato tanto in questo periodo, e gliene sono grato.
Alla prossima!







Oggi fatichiamo a capacitarci che solo fino a dieci anni fa la nostra vita potesse svolgersi senza l’immediatezza, l’economicità, la radiosa capacità di sintesi di cui ormai non potremmo più fare a meno. E poco importa se sempre più spesso i testi che ci inviamo contengono meno lettere di quelle che servirebbero a scrivere per intero un antico indirizzo postale: come dichiarò a suo tempo un ponderoso scrittore del secolo scorso, il mezzo